Oggi ogni calciatore è un cartellone che gioca." scrive Galeano nel suo già citato Splendori e miserie del gioco del calcio, "Da quando la televisione ha cominciato a mostrare da vicino i giocatori, i loro indumenti sono stati invasi, dalla testa ai piedi, dalla pubblicità (...) sulle maglie delle formazioni che parteciparono al Mondiale del 1994, la marca Adidas o Umbro era più visibile dello stemma nazionale.".
Sulle maglie della nazionale elvetica per gli europei 2008 la croce svizzera non è più nemmeno presente, rimane visibile invece il Puma, logo della contestata azienda produttrice di abbigliamento sportivo che resiste dal 1978 (info boycott: 1 - 2). Pur non essendo assolutamente sostenitori dello stemma elvetico e della cosiddetta svizzeritudine, rifiutando tutti quei rigurgiti di orgoglio patriottico, questo cambio di prospettiva non può non far riflettere su quali sono gli interessi rappresentati dalla squadre nazionali. Anche il colore delle maglie è cambiato, è stato scelto un rosso che vira verso l'arancione, scelta dettata da esigenze televisive, questa determinata tonalità, dovrebbe infatti rendere meglio in video grazie alle nuove tecniche di ripresa.
Le magliette della nazionale prodotte per i mondiali di calcio erano state messe sotto accusa dalla Dichiarazione di Berna (organizzazione non governativa per uno sviluppo solidale) per le inique condizioni con cui sono state realizzate. (Continua)