euro08

Euro08: scende in campo il vescovo

Stampa Rassegnata, Diario, Marketing selvaggio — Inserito il 09 Giugno 2008 alle 15:11
È incazzato il vescovo di Lugano Piergiacomo Grampa. A farlo andare su tutte le furie è un opuscolo di promozione degli Europei di calcio prodotto dell'Ente turistico nel quale la croce reffigurata nella bandiera svizzera viene interpretata come un più, inteso come simbolo matematico.
"Da rimanere veramente allibiti, sconcertati e pure umiliati di fronte a tanta banalità e dabbenaggine, che ignora completamente la nostra storia", scrive il Monsignore nell'editoriale del suo giornale.

Sulla banalità e superficialità in generale di alcune campagne e trovate pubblicitarie si potrebbe anche essere d'accordo con Grampa.
Sarebbe però altrettanto interessante che il vescovo prendesse posizione in modo così fermo pure rispetto alle operazioni di marketing della chiesa e alle banalità dei proseliti dei suoi compagni di fede.
Tanto per citare alcuni esempi, si può far riferimento all'appello della chiesa cattolica ai tifosi polacchi affinché "sostengano con le loro preghiere i giocatori" oppure la campagna pubblicitaria: "Chiesa-08 in campo da 2008 anni".


Alcool ad Euro 08: campagne di prevenzione e messaggi discordanti

UBS Arene, Diario, Marketing selvaggio — Inserito il 08 Maggio 2008 alle 14:51

Euro08 e lo sport portano benefici alla gioventù svizzera, questa la tesi ufficiale, eppure le associazioni che si occupano di prevenzione e di promozione della salute hanno pensato bene di correre ai ripari.
Radix, in collaborazione con altri enti pubblici ha lanciato una campagna, e aperto un sito con lo scopo di ridurre i problemi legati a un consumo eccessivo di alcol. È stato addirittura messo a disposizione un picchetto telefonico per le emergenze (091/922.60.06).

Peccato però che questa campagna finanziata con soldi pubblici sia in aperto contrasto con la presenza di uno dei principali sponsor dell'evento sportivo: la multinazionale della birra Carlsberg (con sede in Danimarca vende in oltre 50 paesi) che ha fagocitato parecchie birrerie locali come la Cardinal e la Feldschlosschen, la Hürlimann, la Löwenbräu, la Gurten, la Warteck e la Valaisanne. Ora controlla il 40% del mercato elvetico.

Grazie a Carlsber, nonostante il divieto di vendita di alcolici negli stadi, la birra scorrerà a fiumi (già ora ne vendono oltre 100 milioni di ettolitri l'anno) e i tassi alcolici saliranno alle stelle. Sarà più facile inoltre aggirare il divieto cantonale di pubblicizzare alcolici.
Per il tifoso la scelta sui comportamenti da adottare sarà amletica: ascoltare la multinazionale e bere più birra o ascoltare la campagna di prevenzione e non abusare? 

Speriamo almeno che non tutte le risse fra ubriachi vengano utilizzate per giustificare la repressione e le nuove leggi anti-hooligans.


Al banchetto degli europei non c'è posto per tutti...

Stampa Rassegnata, Marketing selvaggio — Inserito il 22 Aprile 2008 alle 18:04

Dopo il naming right, vero e proprio fenomeno di marketing virale che sta alla base della scelta del nome delle UBS Arene, si ritorna a parlare di pubblicità ed economia.

Chi organizza grandi eventi sportivi, si occupa prima di tutto di vendere l'attenzione di milioni di spettatori ad una manciata di grandi corporation. Così capita che dopo aver applicato strategie di marketing selvaggio, non avendo probabilmente più altri margini di manovra l'UEFA, che giuridicamente non dovrebbe essere un'istituzione orientata al profitto, si scaglia contro l'ambush marketing e i microimprenditori che in un qualche modo cercano pure loro di trarre profitto da questa manifestazione.

Non è la prima volta che gli organizzatori di eventi sportivi di queste dimensioni si distinguono per la loro aggressività.
- Leggi cos'è successo durante i Mondiali di calcio in Germania del 2006 [1 - 2]

- Leggi l'articolo della rassegna stampa : UEFA combatte pubblicità non autorizzat


Poco etiche e troppo sponsorizzate le maglie della nazionale svizzera di calcio

Diario, Marketing selvaggio — Inserito il 06 Aprile 2008 alle 12:08

Oggi ogni calciatore è un cartellone che gioca." scrive Galeano nel suo già citato Splendori e miserie del gioco del calcio, "Da quando la televisione ha cominciato a mostrare da vicino i giocatori, i loro indumenti sono stati invasi, dalla testa ai piedi, dalla pubblicità (...) sulle maglie delle formazioni che parteciparono al Mondiale del 1994, la marca Adidas o Umbro era più visibile dello stemma nazionale.".

Sulle maglie della nazionale elvetica per gli europei 2008 la croce svizzera non è più nemmeno presente, rimane visibile invece il Puma, logo della contestata azienda produttrice di abbigliamento sportivo che resiste dal 1978 (info boycott: 1 - 2). Pur non essendo assolutamente sostenitori dello stemma elvetico e della cosiddetta svizzeritudine, rifiutando tutti quei rigurgiti di orgoglio patriottico, questo cambio di prospettiva non può non far riflettere su quali sono gli interessi rappresentati dalla squadre nazionali. Anche il colore delle maglie è cambiato, è stato scelto un rosso che vira verso l'arancione, scelta dettata da esigenze televisive, questa determinata tonalità, dovrebbe infatti rendere meglio in video grazie alle nuove tecniche di ripresa.

Le magliette della nazionale prodotte per i mondiali di calcio erano state messe sotto accusa dalla Dichiarazione di Berna (organizzazione non governativa per uno sviluppo solidale) per le inique condizioni con cui sono state realizzate.  (Continua)

Polpette...

Diario, Marketing selvaggio — Inserito il 02 Aprile 2008 alle 22:15
Scusate se torniamo a parlare di prodotti migros, ma questi burgher a forma di "Svizzera" per veri tifosi, trasudano tanto spirito patriottico quanto unto. (Due pezzi per soli cinque franchetti...)

La storia di una non più squadra

Non luoghi, Marketing selvaggio — Inserito il 26 Marzo 2008 alle 20:46

Fra i vari stadi che ospiteranno Euro08, ci sarà pure quello di Salisburgo. Il futuristico Wals-Siezenheim Stadion (dal nome del comune sul quale è ubicato), la cui ristrutturazione è terminata nel luglio del 2007, avrà una capienza di 30'000 posti a sedere.
 
Nulla di strano in tutto questo, tutti gli stadi che ospiteranno le partite di Euro08 sono stati ricostruiti o sono in via di ristrutturazione.

Quello che invece insospettisce o rende perlomeno perplessi è quanto si vede appena varcati i tornelli dello stadio, dove da subito nell'occhio il grande logo di una famosa multinazionale di bevande energetiche: la Red Bull.
Il disegno dei due tori che si incornano, costruito a mosaico con le migliaia di seggiolini dello stadio, è posizionato laddove nei normali stadi è presente il nome o il logo della squadra che disputa le partite casalinghe.
Cosa c'entra quindi il brand Red Bull con la città di Mozart? Una trovata pubblicitaria? In parte, o meglio, qualcosa di ancora peggio!
 (Continua)

Ecco perché le “UBS Arene” si chiamano “UBS Arene”

UBS Arene, Marketing selvaggio — Inserito il 20 Marzo 2008 alle 15:45

"Le caratteristiche personali svaniscono nella folla, poiché essa esercita un'influenza straordinaria sugli individui da cui è formata. L'avaro diventa generoso, lo scettico un credente, l'uomo onesto un criminale, il codardo un eroe (1)." Le persone in gruppo tendono a perdere il controllo, masse di persone ingenue ed eccitate sono facilmente manipolabili e le grandi aziende cercando di associare i loro marchi ad emozioni, per renderli indelebili nella mente dei consumatori.

Dove trovo masse di persone più ingenue e facilmente manipolabili che fra le folle di tifosi? La guerra delle aziende per accaparrarsi uno spazio di visibilità attorno al campo per ottenere che alcuni dei vostri ricordi più felici, come il gol del vostro attaccante preferito, siano indissolubilmente legati al loro logo, è in pieno svolgimento. 

In questo modo il gioco del calcio diventa un semplice pretesto per dare vita ad una lunga ed articolata serie di transazioni economiche. In uno stadio moderno, diventa difficile spostare lo sguardo da qualche parte senza incappare in un logo sponsorizzato. La partita di calcio diventa un elemento superfluo in questa immensa macchina pubblicitaria, nelle “UBS Arene” messe in piedi per i prossimi campionati europei, la partita di calcio sarà un elemento secondario relegata in degli schermi televisivi che, per quanto giganti essi siano, rimangono virtuali e limitati.
 
Chi deciderà di recarsi allo stadio, non solo dovrà pagare un biglietto d'ingresso, ma sarà obbligato anche a prestare la sua attenzione e la sua concentrazione alla fruizione di tutta una serie di input pubblicitari. Chi organizza grandi eventi sportivi, si occupa prima di tutto di vendere l'attenzione di milioni di spettatori ad una manciata di grandi corporation, l'attenzione del singolo è resa ancora più sensibile e ricettiva dall'essere parte di una folla.
 
 (Continua)

UBS arene e Bell: bratwurst e lavoro precario

UBS Arene, Marketing selvaggio — Inserito il 09 Marzo 2008 alle 14:02

La fantasia delle aziende nella ricerca di nuove applicazioni del lavoro precario non conosce limiti. Per la gestione delle "UBS Arene" (aree securizzate in cui verranno proiettate su grande schermo le partite dei prossimi europei di calcio) la Bell SA, società affiliata al gruppo Coop, che nel 2006 ha avuto un ricavo netto di 1496 milioni di franchi, ed è entrata di diritto nell'immaginario carnivoro-calcistico elvetico.

Quest'azienda, che già si era messa in evidenza per aver collaborato con l'organizzazione della marcia su Berna dell'UDC e per aver annunciato di voler denunciare le autorità bernesi per non aver difeso i suoi mezzi dai manifestanti antirazzisti, si occuperà di approvvigionare di bratwurst e pommes frites gli stomaci dilatati dalla birra dei tifosi elvetici. E per far questo ha scovato nuovi sistemi di precarizzazione del lavoro.

Il non-ruolo delle associazioni
La gestione dei lavoratori all'interno dei punti di ristoro delle arene sarà affidata ad associazioni (sportive sociali o culturali) legate al territorio in cui si trova l'arena. La Bell SA avrà quindi come interlocutore le associazioni che si occuperanno di fornire manodopera per l'evento. La retribuzione per ora di lavoro versata alle associazioni sarà di 25 fr, che decideranno poi se riversarle agli associati-lavoratori (che per contratto prestano la loro opera a titolo volontario) o se conservarli per le attività statutarie. (Continua)

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