09.06.08 - il Mattino - "Arene" di Lugano e Locarno, perché prendere per fessi i ticinesi?
Signori, cambiare registro. Appassionati sì, ma fessi no. Meglio: fessi
non siamo, né accettiamo di essere trattati come tali, e prendano nota
gli organizzatori delle "Arene" a Lugano ed a Locarno.
Due giorni degli Europei di calcio se ne sono andati, e ci si domanda come sia possibile che ogni più nera previsione sia stata azzeccata. Cioè: che la Nazionale non fosse quella macchina da guerra, ahinoi, si sapeva; e adesso si annunziano acide protuberanze non muliebri; o mercoledì arriva un trionfo sulla Turchia o la festa è già finita e l'orribile "mascotte" Trix verrà bruciata nelle pubbliche piazze come la "Gioeubia" alla fine dell'inverno (qualcuno ci tolga tra l'altro una curiosità: Trix e Flix rappresentano rispettivamente la Svizzera e l'Austria, o viceversa?). Ci si sono messi di mezzo anche l'infortunio ad Alex Frei e lo sciagurato modulo tattico imperniato sul reprobo Marco Streller, al cui confronto persino l'immobile Benjamin Huggel - prima o poi si lo si vedrà all'opera - è Giove tonante; per sovrammercato, non ci si aspettino favori dal Portogallo all'ultimo turno del trittico di qualificazione.
Vabbè: questo è il meno, davvero. "Il meno" secondo la sensibilità dei ticinesi: i quali, com'è noto, nella migliore delle ipotesi possono vedersi le partite in alcuni spazi aperti con maxischermo, rispettivamente a Mendrisio, ad Ascona, a Chiasso, a Lugano ed a Locarno. In piazzale Alla Valle di Mendrisio, ci raccontano quelli della "Mediaplanet Sagl" che hanno messo in piedi anche un piacevole corollario di spettacoli con tanto di "miss" e di lustrini, le cose sono andate niente male sabato scorso, e per oggi è previsto un pienone andando in scena Romania-Francia (ore 18.00, Zurigo) e soprattutto Italia-Olanda (ore 20.45, Berna): felicitazioni. Bel divertimento sul lungolago di Ascona e persino a Chiasso, una prima scommessa vinta dai membri del nuovo Esecutivo comunale.
Per Lugano e Locarno, invece, ahem. "Arena" tra Gerra e Cornaredo: sabato affluenza tiepida, e qualche sovrana presa di cappello: per quale dannata ragione l'accesso ai posti a sedere deve costare 16 franchi nel caso giochi la Svizzera ed 11 franchi quando è in campo un'altra Nazionale? Chi ha stabilito questa discriminazione a solo danno dei tifosi rossocrociati? Chi sta ospitando l'evento calcistico, la Svizzera o la Macedonia? E pensate che in Macedonia, nel caso la loro piccola Nazionale fosse arrivata a questo appuntamento, avrebbero detto ad un "supporter" di Skopje: "Ciccio, tu paghi il prezzo di un biglietto e mezzo perché sei di qui?".
Altro caso, riscontrato in prima persona, ieri a Locarno. Ore 16.00 ed aggiungiamoci qualche minuto per buona misura: gli addetti alla sicurezza chiudono ogni varco. Ore 16.00, si ribadisce: due ore prima che avesse inizio Austria-Croazia. Due che abitano lì stanno rientrando dal giretto domenicale, arrivano alla transenna e si trovano davanti un tizio in divisa che fa segno di "no". Segue azzardo di dialogo kafkiano: "Perché?", domanda il passante. Niente risposta dall'addetto: per forza, non gli si caverebbe una parola di italiano nemmeno a minacciarlo di metterlo sotto formaldeide. Al "Warum?", che dimostra persino l'eccesso di buona volontà del residente in zona, interviene per buona sorte un superiore del summenzionato agente di sicurezza: "L'ingresso all'evento è dall'altra parte della piazza, bisogna girare dall'esterno". "Manco per nulla, signore. Io abito qui". Al che il cancelletto umano, prodigiosamente, si schiude.
Tirando le somme, gli organizzatori delle "Arene" le hanno sbagliate
tutte. Primo: sulla differenza di prezzo per la "public view" a Lugano
ed a Locarno. Secondo: sul fatto stesso di insistere con questo inglese
d'accatto, sicché la prossima volta si parlerà loro in greco antico,
ebdomékonta étea tò oùron tès zoes protìthemi, con il che si renderà
presente l'esser noi adulti maggiorenni e vaccinati. Terzo: sull'aver
messo sotto contratto addetti alla sicurezza che stentano con
l'italiano (lingua di riferimento in Ticino, piaccia o dispiaccia) o
che proprio non lo sanno, quando è invece il caso che per eventi
ticinesi la manodopera sia ticinese, e ciò valga anche come
precondizione al prossimo "Festival del film". Quarto: sull'aver
pensato che il prendere in affitto piazza Grande a Locarno equivalga ad
un monopolio sulla libertà di movimento delle persone, ed in questo
senso non sarebbe sgradita una presa di posizione da parte di Carla
Speziali e degli onorevoli membri del suo Municipio.
Giuridicamente la questione potrebbe risultare controversa, ci racconta
un legale all'uopo consultato. Ma se anche i promotori dell'"Arena" a
Locarno hanno il diritto di chiudere la piazza nell'imminenza degli
eventi, qualcuno dica loro, e con atto d'imperio e con criterio di
urgenza, che per l'appuntamento delle ore 18.00 il margine di azione è
da limitarsi ai 15, massimo 20 minuti precedenti l'inizio della
trasmissione.
