[Basilea] Quel che resta dell'europeo
A quasi tre settimane dalla fine degli europei nelle città svizzere che hanno ospitato le partite del torneo, della grande manifestazione calcistica non ci sono praticamente più tracce.
La Uefa (e gli altri sponsor) dopo aver imposto per un mese leggi e marchandising su suolo pubblico e dopo essersi intascata un utile netto di circa un miliardo di Franchi svizzeri, ha fatto baracca e burattini. Alle città coinvolte restano invece da pagare le spese generate per garantire la sicurezza attorno alle "arene per tifosi" e per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Basilea sembra essersi lasciata alle spalle velocemente questi europei. Passeggiando per le vie del centro storico, le vetrine e i cartelloni pubblicitari sono già stati sostituiti e di conseguenza gli europei dimenticati. Nuovi messaggi pubblicitari veicolano la triste schiera di cittadini-clienti-consumatori: gli imperdibili saldi di fine estate (che poi siamo a metà luglio...)
Gli unici segni tangibili del passaggio di Euro08 sono la marea di adesivi, contro chi tira le redini di questa grande manifestazione commerciale.
Qui di seguito proponiamo una carrellata di alcuni di questi stickers appiccicati un po' ovunque sui cartelli stradali del centro di Basilea.
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Facendo due conti: chi ci ha perso e chi ci guadagna
Un articolo sulla Regione di oggi cerca di fare un po' di chiarezza, dal punto di vista economico, rispetto a chi ha guadagnato e chi invece ha perso in questi europei di calcio, riassumiamo qui i punti principaliUna manna esentasse per l'UEFA
Una festa per i bagarini
I biglietti emessi sono stati complessivamente un mi lione e 50 mila.E mai come in questo cam pionato i bagarini hanno fatto affari d’oro: si calcola che alme no il 40 per cento dei biglietti sia stato smerciato clandestina mente, con prezzi che hanno toccato anche punte di diverse migliaia di franchi.
50 milioni per gli organizzatori di scommesse
In Svizzera le scommesse via internet sono proibite, ma operatori austriaci come Bwin e Interwetten sono riusciti a sfruttare al meglio la manifestazione, lanciando in rete oltre 11 mila differenti giochi. Il guadagno che hanno realizzato viene stimato intorno ai 50 milioni di franchi al di fuori di qualsiasi controllo fiscale.
Milioni di franchi di costi per la collettività
A Ginevra, le autorità hanno ammesso che un impreciso preventivo per l’allestimento delle “fan zone” ha rivelato uno scoperto di 600 mila franchi. A Basilea c’è già chi denuncia una cattiva pianificazione finanziaria ci saranno certamente maggiori costi tra i 600 e i 900 mila franchi. A Berna e a Zurigo non si parla, per il momento, di sorpasso dei costi preventivati, rispettivamente di 5,6 e di 18 milioni di franchi. Ma soprattutto nell’Udc non manca chi mette in guardia: i calcoli relativi alla protezione civile ed alla rimozione dei rifiuti non ci sono ancora.
Mentre la UEFA guadagna miliardi c'è chi lavora gratis
Cinquemila i volontari, circa due terzi di loro provenivano dai due Paesi organizzatori, ma il rimanente terzo da ben 75 stati differenti, tra i quali Costarica, Togo, Uganda, Indonesia e Nepal. L’Uefa ha ricevuto ben 18 mila richieste di partecipazione.
Euro08 e le modalità di funzionamento del meta-spettacolo

Con i due capitoli che proponiamo in questo post, si conclude la pubblicazione online delle traduzioni in italiano dell'opuscolo "Materialen zum Event".
Ringraziamo Roberto il Guiscardo per le traduzioni e l'adattamento in italiano.
Come come, perché perché
Le modalità di funzionamento del meta-spettacolo possono essere assimilate a quelle di un sistema cibernetico: questo si costituisce da una parte attraverso la connessione dei settori nel circuito chiuso dell'evento, dall'altra attraverso l'integrazione di ogni movimento nel cappio input-feedback. A questo posto non si apre solo un parallelo strutturale con lo stato-nazione performato dalle sue cittadine e dai suoi cittadini, ma anzi devono essere poste le domande: perché il Campionato europeo 2008 è tanto popolare, e perché questo evento di massa è stato preso come occasione di confronto.
Spettacolo acustico
Il punto di partenza di questo articolo costituisce un ritratto autobiografico di Elias Canetti: egli sta seduto presso la finestra aperta della sua stanza e ascolta le grida della massa provenienti dallo stadio situato nelle vicinanze. Restando lontano da questo spettacolo, ascoltando i rumori con una certa fascinazione e insieme con un forte disagio, Canetti diviene un personaggio: la "persona alla finestra". Essa ascolta, si lascia irritare dal rumore della massa e si chiede che cosa abbia esso di particolare. Il testo si sviluppa intorno a questa domanda, e in esso si indaga il dispositivo spettacolare "Campionato europeo 2008" nel suo versante acustico. In capitoli brevi e liberamente ordinati vengono così messi in luce i differenti aspetti del rumore prodotto dalla massa dei tifosi.
Il saggio completo:
1) La mobilitazione dello spettacolo
2) Noi viviamo Zurigo
3) Festa | Città | Fortezza
4) Come, come, perché, perché
5) Spettacolo_acustico
Azione contro euro08. Occupato lo stadio Hardturm di Zurigo
Venerdì sera attorno alle 18 più di 200 persone hanno occupato lo stadio Hardturm di Zurigo.
L'azione vuol essere una risposta ad euro08 e all'occupazione prepotente della Uefa che ha trasformato le piazze delle città da luoghi pubblici a spazi privati commercializzati.
Lo stadio in questione è un luogo simbolo delle contraddizioni e delle speculazioni edilizie e finanziarie legate ad euro08.
L'hardturm doveva essere lo stadio di Zurigo atto ad ospitare le partite degli europei nella città della Limmat. Era infatti previsto un rifacimento completo dello stadio (sponsorizzato dalla città e dal Credit Suisse) ma gli abitanti del quartiere ed alcune associazioni ambientaliste si sono opposte in maniera decisa contro questo megaprogetto che avrebbe causato problematiche quali: la sicurezza giuridica, l'economicità e la compatibilità ambientale soprattutto in vista di altri futuri grandi progetti che la città di Zurigo ha intenzione di implementare nell'area circostante lo stadio. La valanga di ricorsi verso la costruzione è riuscita a congelare il rifacimento (ricostruzione) dello stadio, facendo perdere il tempo necessario per una sua messa a punto per euro08. 
All'interno dello stadio è stato montato un palco per concerti.
La polizia, subito intervenuta, sembrerebbe tollerare la situazione, infatti dopo alcune ore si è ritirata dall'esterno dello stadio, dov'era stazionata con un'ottantina di agenti in tenuta antisommossa.
Maggiori informazioni ed aggiornamenti qui, qui [de] e sul sito di Raumpflege che ha promosso l'iniziativa.
- Qui il comunicato stampa [de] e qui il flyer
- Sabato alle ore 13:00 conferenza stampa all'interno dello stadio
- Il programma
- Leggi la rassegna stampa: 1 e 2
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(Continua)
Festa | Città | Fortezza
Dopo la pubblicazione dei testi "La mobilitazione dello spettacolo" [1 e 2] e "Noi viviamo Zurigo", proponiamo la lettura di un terzo articolo dell'opuscolo Materialen zum Event: "Festa | Città | Fortezza"
In questa terza parte del saggio viene descritta la rispettiva percezione di una fortezza come un festa e di una festa come una fortezza, e come sono ancorate all'interno dello spazio cittadino per mezzo delle loro condizioni di straordinarietà. I dispositivi della fortezza vengono così progressivamente normalizzati e interiorizzati attraverso la festa.
Tra le chiuse di Fideris e le zone di Public Viewing, durante il Campionato europeo 2008, non sussiste perciò soltanto una dipendenza reciproca organizzativa, ma anche strutturale.
Scarica i primi tre testi in formato pdf:
La mobilitazione dello spettacolo
Noi viviamo Zurigo
Festa | Città | Fortezza
La versione originale in tedesco dell'opuscolo si trova invece qui o qui
Ascona saluta l'Euro08...auf wiedersehen...
Fa perlomeno sorridere questa dura presa di posizione del municipio che per tutta la durata dei campionati europei, a quanto è dato sapere, non è mai intervenuto per riprestinare la calma nel noto locale di tendenza, dove da tre settimane a questa parte, dopo la diretta su megaschermo a tutto volume della telecronaca delle partite (in tedesco quando giocava la Germania...) proponeva party con dj ed animazioni che facevano la gioia dei vacanzieri d'oltralpe presenti nella regione.
Per tre settimane tutto è stato concesso e tollerato sotto il nome del dio Euro08 e della campagna pubblicitaria lanciata dal comune stesso: "Ascona saluta l’Euro 08’". E i cittadini di Ascona per tre settimane hanno dovuto convivere con questa situazione e pure con i disagi causati dall'imponente servizio di sicurezza per il soggiorno da 1,6 milioni di Euro della squadra tedesca. Il vicesindaco lo aveva del resto preannunciato: [i cittadini di Ascona ] "dovranno ‘sopportare’ gli inconvenienti per la presenza degli illustri campioni".
Nemmeno il tempo di far terminare questi benedetti Europei e la tolleranza e comprensione del municipio è già scomparsa. "Ascona sostiene con tutte le sue forze il Festival jazz, di cui è sponsor da 24 anni. Non vogliamo né possiamo danneggiarlo. Faremo tesoro di quanto è capitato domenica e con chi ha esagerato saremo molto chiari".
Un metro di valutazione ineccepibile: fin quando i disagi riguardano i cittadini e non toccano le nostre sponsorizzazioni, fate pure (anzi, non chiudiamo un solo occhio, entrambi...), ma in caso di conflitto con i nostri interessi, calerà la famigerata tolleranza zero.
UBS Arene: diamo i numeri
E come poteva essere questo bilancio se non positivo...? !?!
"Il concetto del quinto stadio svizzero è stato un successo per quanto concerne soprattutto il numero di visitatori e l’ambiente". Si parla addirittura di un milione di spettatori che hanno assistito le partite dalle UBS Arene. A parte il fatto che è una cifra più che approssimativa, in quanto è un risultato che proviene da stime, le quali sono sicuramente approssimate per eccesso (essendo fornite dagli organizzatori...), se si spulcia questo dato si nota che il risultato non ha niente di straordinario.
1'000'000 (?!?) di spettatori divisi per 31 incontri nelle 16 UBS Arene fa una media di 2'000 spettatori a partita. Come riportato in questo deplian, la capienza media delle UBS Arene era di 5'500 (la più grande a Losanna con 10'200 posti e la più piccola a Nyon con 4'200 spettatori). Ciò significa che le UBS Arene sono state riempite in media per circa un terzo della loro capacità (ammesso e concesso che quel 1'000'000 di tifosi sia credibile). Riportato così fa sicuramente meno effetto e clamore. Per i più ottusi e perplessi restano comunque le foto dell'UBS arena di Lugano per osservare come le UBS Arene abbiano rappresentato "un successo per quanto concerne soprattutto il numero di visitatori e l'ambiente".
Un ultimo appunto non poteva non riguardare la sicurezza (vero leit motiv di questi europei). Nello stesso articolo dove viene enfatizzato il successo delle UBS Arene si afferma: "Più che positivo è stato anche il bilancio della sicurezza. La manifestazione nelle arene si è svolta infatti senza incidenti di rilievo. Sia il partner per la sicurezza PriSec-E08, sia le diverse forze dell’ordine locali hanno fatto sì che la festa si svolgesse senza attriti". Oltre ad essere trattati come dei burattini i tifosi vengono pure deresponsabilizzati. Se i tifosi si sono "comportati bene" non è più merito dei tifosi che hanno assistito alle partite dalla piazza, ma bensì del servizio di sicurezza e delle ronde dei poliziotti.
Strano modo di percepire la realtà...
Noi viviamo le città!
Le città sono segnate dai processi della riqualificazione e dal dominio dell'immagine, che la rendono sempre più inabitabile. La città come evento (Eventisierung) è uno fra gli strumenti più apprezzati ed efficaci nello sviluppo della città in senso neoliberistico: in occasione dell'Evento non vengono dunque mobilizzati soltanto vari dispositivi di controllo, di sicurezza e di commercializzazione, ma anche la popolazione, degradata a livello di clientela. In questo senso anche il Campionato europeo di calcio Euro 08 funziona come veicolo e sottofondo, per avviare il più vasto progetto di ristrutturazione urbanistica e, insieme, per produrre una forma di identificazione in queste misure. Il sentimento del Noi, di tipo collettivo, che deve essere celebrato in uno spazio urbano "preparato a puntino", fissa norme dominanti e permette una irriguardosa azione preventiva verso i "non appartenenti".
Scarica il pdf completo: noi_viviamo_zurigo.pdf
Traduzione del secondo saggio contenuto nell'opuscolo "Materialen zum Even", scaricabile da qui.
Finiti gli eropei...
63 fermati a Basilea
Tecnologia e messa in rete
Proponiamo un secondo stralcio del testo "La mobilitazione dello spettacolo"Un primo campo, costruito dall'esigenza di penetrare ulteriori ambiti dello spazio e della popolazione, è certamente quello delle tecnologie per la comunicazione e l'intrattenimento. Come anche durante i Mondiali di calcio del 2006, se ne vede qui l'applicazione, benché in misura minore, mediante l'introduzione di spinte all'innovazione tecnologica. Ad esempio: i Mondiali hanno offerto, in connessione con la crescita del mercato all'ingrosso dell'elettronica, l'occasione decisiva per una diffusione di massa degli schermi speciali e del formato televisivo 16:94.
euro08.noblogs.org su Radio Onda Rossa
Riportiamo il podcast della puntata della trasmissione Maldestra, osservatorio su estrema destra e repressione, andata in onda martedì 24 giugno 2008 sulle frequenze di Radio Onda Rossa.
Il tema della puntata è stato: Euro08 tra polizia e repressione. All'interno della trasmissione è pure presente una presentazione di euro08.noblogs.org.
Clicca qui per ascoltare la registrazione della trasmissione.
La mobilitazione dello spettacolo
Pubblichiamo qui l'introduzione del testo "La mobilitazione dello spettacolo", la versione originale in tedesco la si trova qui e qui, mentre la traduzione in italiano la si può trovare in pdf qui: La_mobilitazione_dello_spettacolo.pdf
Nei prossimi giorni ne pubblicheremo altri stralci.
Nell'incantesimo del centro spettacolare
Queste parole buttate lì in modo schietto da un agente di marketing ci conducono nel mezzo di alcune riflessioni riguardanti le peculiarità delle grandi manifestazioni come il Campionato europeo di calcio Euro 08. Se anche in modo forse inconsapevole, queste chiacchiere si rivelano a uno sguardo più preciso come un'analisi davvero sottile dell'evento calcistico. Già quattro decenni prima che i nostri incaricati sportivi facessero tali pensieri sopra la peculiare natura di simili manifestazioni, Guy Debord tentava di fondare le strutture che permettono di tenere insieme la società atomizzata del tardo capitalismo. Nel suo libro La società dello spettacolo (1967) egli definisce questa struttura di una società, i cui soci sono derubati di ogni partecipazione e abbandonati alla scabra mediazione delle immagini, sotto forma di spettacolo. Debord vede ovunque in opera questo dominio dello spettacolo: esso traccia campi differenti come la politica, l'organizzazione urbana o la condotta di vita. Da un ordinamento spettacolare esce sempre una forza che attrae tutto verso il suo centro e lo raccoglie visibilmente in questo processo di omogeneizzazione: "Nello spettacolo una parte del mondo si rappresenta davanti al mondo, ed è innalzata al di sopra di questo. Lo spettacolo non è che la lingua collettiva di questa separazione. Ciò che lega gli spetatori l'uno all'altro è solo una relazione irreversibile con il centro stesso, la quale salvaguarda così il suo isolamento. Lo spettacolo riunisce il separato, ma solo in quanto separato" (La società dello spettacolo, § 29)2.
Nel seguente articolo vogliamo seguire tanto le indicazioni dell'uomo di marketing, quantoquelle di Debord. Deve essere mostrato, sul concreto esempio del campionato europeo, come l'orientamento di sempre più ampi ambiti dello spazio fisico e sociale proceda nella direzione di un centro spettacolare. (Continua)
Rissa? No tafferuglio!
È apparsa oggi la notizia che ieri sera a Muralto durante Germania-Turchia c'è stata una rissa tra un gruppo di ragazzi tedeschi in vacanza e un gruppo di ticinesi. Il risultato è stato un ragazzo tedesco finito all'ospedale e l'apertura di un'inchiesta sul caso.
Poche ore dopo la comparsa della notizia ecco la presa di posizione del comandante della polizia comunale di Locarno Andrea Ronchetti: "Ma è stato un tafferuglio lieve e non una rissa". "La questione tra i due gruppi è stata confinata a poche persone. Poi, certo, è accorsa gente, ma perché quel tratto di strada è molto trafficato".
Sarebbe bello conoscere il metro di giudizio usato per distinguere una rissa da un lieve tafferuglio. L'episodio di due giovani ubriachi che si danno due schiaffi al bar e poi ognuno a casa sua serve da pretesto per titoli sensazionalistici che parlano di risse, di insicurezza, di criminalità che stanno a dimostrare della necessità del pugno di ferro e della tolleranza zero verso questi giovinastri!
Un'occasione così ghiotta come il pestaggio tra due gruppi di ragazzi con addirittura il ferito, viene invece ridimesiontata dalla polizia stessa...
Un lapsus del comandande della polizia che al posto di ridimensionare voleva sottolineare la necessità del coprifuoco serale per i minori di 16 anni e delle altre misure repressive proposte dal "gruppo di lavoro sulla violenza giovanile"?
Macché, ci son di mezzo i tedeschi, il turismo, l'immagine di Locarno e del locarnese all'estero (nel mondo dicono...), la squadra tedesca che alloggia ad Ascona!
Siamo sicuri che si sarà trattato di un piccolo equivoco e speriamo che il comandante della polizia comunale di Locarno con il suo intervento (chissà se suggerito da qualche esperto di comunicazione dell'ente turistico?) sia riuscito a ridimensionare l'accaduto.
Non si preoccupino i tedeschi, venghino lor signori a sperperare i loro denari per le ferie nel locarnese, in Ticino sono i benvenuti, anzi, entschuldigung... willkommen! Nessun pericolo, nessuna violenza, nessun degrado, nessun disagio!
[PS: chi scrive ieri sera è andato a fare un giro ad Ascona e passeggiando all'esterno di un noto locale di tendenza da 6 CHF la birra non ha potuto non sentire che stavano trasmettendo la semifinale di euro08. Il commento alla partita era in tedesco, sia qui sia in un altro bar dove la cameriera ha esordito chiedendo: möchten sie etwas zu trinken?]
